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Olivetti PCS 386 SX: disassemblaggio
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Olivetti PCS 386 SX: disassemblaggio
Nel 1992 l'Olivetti PCS 386 SX con processore AMD a 16MHz nello speciale package Europa con Hard Disk da 40MB costava 3.750.000 Lire IVA esclusa. Le componenti principali erano: il modulo base con la motherboard, la riser card di espansione e il drive bay che includeva anche il gruppo di alimentazione. La semplice struttura modulare consentiva un rapido assemblaggio che si traduceva in un miglioramento dei processi produttivi.
Nel 1992 la Olivetti, azienda italiana leader nel settore delle macchine da scrivere e da calcolo, lanciava il PCS 386 SX con processore a 16MHz che andava ad affiancare i già collaudati PCS 86 a 10MHz e PCS 286 a 12MHz. Nello speciale package Europa (contenente vari software tra cui il dizionario di lingue Collins) costava 3.750.000 Lire (IVA esclusa) con Hard Disk da 40MB: per quello da 100MB occorrevano 640.000 Lire in più.
Interamente assemblato in Italia, il PC montava l'AMD 386SX che aveva prestazioni superiori al 286 di Intel ed al V30 di NEC ed era indicato per un utilizzo sia domestico che d'ufficio. Come in altri modelli Olivetti, le componenti principali del PCS 386 SX erano: il modulo base con la motherboard, la riser card di espansione e il drive bay che includeva anche il gruppo di alimentazione. In questo articolo vedremo come smontare passo per passo il PCS 386 SX.
Rimozione copertura e pannello interno di protezione
Per lo smontaggio sono sufficienti un cacciavite a stella e delle pinze a becco. Togliamo le viti sul fondo e sfiliamo la copertura facendola scorrere verso la parte posteriore. Il pannello interno di protezione si rimuove flettendolo leggermente al centro in modo da sganciare le lamelle laterali che lo fissano alla struttura (in alternativa, può essere rimosso dopo aver tolto il pannello posteriore). Le componenti interne sono ora accessibili: la motherboard, la scheda riser, il drive bay e il gruppo di alimentazione.
Rimozione pannello posteriore e riser card
Togliamo ora le viti sul pannello posteriore e quelle più piccole in basso per liberare la riser card e il drive bay. La riser ha un'ulteriore vite che la fissa al drive bay: rimossa, la scheda si può sfilare agevolmente e risulta solidale alla struttura metallica predisposta per le schede di espansione.
Rimozione protezioni gruppo di alimentazione
Il gruppo di alimentazione ha due viti sugli elementi di protezione dei cavi e del modulo vero e proprio: rimosse le coperture accediamo ai tre spinotti (marrone, rosso e bianco) e, dopo aver preso nota delle posizioni, li scolleghiamo dalla scheda di alimentazione.
Rimozione drive bay e gruppo di alimentazione
Scolleghiamo ora i cavi flat dall'hard disk e dal floppy disk e le rispettive alimentazioni. Il modulo di alimentazione ha uno spinotto verde che lo collega alla scheda madre: scolleghiamo anche quello delicatamente. A questo punto il drive bay è libero e può essere rimosso tirandolo verso l'alto. Rimuoviamo anche il pannello in plastica frontale: non ci sono viti ma perni in plastica a pressione.
Rimozione scheda madre
Possiamo ora procedere allo smontaggio della motherboard. Con le pinze a becco svitiamo i dadi dei connettori parallela, stampante e monitor. Togliamo quindi le viti di fissaggio della scheda al modulo base e sfiliamo i connettori dagli appositi alloggiamenti.
PCS 386 SX disassemblato
Il PCS 386 SX disassemblato mostra tutta la sua semplicità in un numero ridotto di moduli ben definiti. All'epoca questo si traduceva in un miglioramento significativo dei processi di produzione, contemporaneamente cambiavano anche le competenze richieste alla manodopera.
Conclusioni
Nel 1992 l'Olivetti PCS 386 SX con processore AMD a 16MHz nello speciale package Europa (contenente vari software tra cui il dizionario di lingue Collins) costava 3.750.000 Lire IVA esclusa. Le componenti principali erano: il modulo base con la motherboard, la riser card di espansione e il drive bay che includeva anche il gruppo di alimentazione. La semplice struttura modulare consentiva un rapido assemblaggio che si traduceva in un miglioramento dei processi produttivi.
Olivetti sponsor nello sport
Dall’inizio degli anni ’60, la collaborazione della Olivetti con il mondo dello sport si fa sempre più stretta. In particolare, l’azienda di Ivrea comincia a lavorare soprattutto per le gare di atletica leggera e per quelle di Formula 1. Nelle gare di atletica leggera vengono abitualmente impiegati microcomputer da tavolo, dedicati alla immediata elaborazione dati di ogni singola competizione, mentre nella Formula 1 i microcomputer vengono utilizzati sia per la progettazione e il collaudo delle macchine da corsa, sia a bordo delle vetture per la gestione e controllo delle prestazioni.
La tecnologia Olivetti ottiene un riconoscimento importante quando viene firmato un contratto di collaborazione tecnica con la Ferrari, che a partire dal 1981 si impegna ad utilizzare i microcomputer P6066 nelle operazioni di progettazione e collaudo delle proprie autovetture. Un altro notevole accordo tecnico e pubblicitario verrà concluso nel 1985 tra la Società di Ivrea e la Brabham-BMW. Nel 1984 tutti i team della Formula 1, inoltre, vengono dotati di un personal computer trasportabile Olivetti M 21, che permette, alla fine di ogni gara e con un’opportuna personalizzazione del software, di ottenere preziose e riservate informazioni aggiuntive.
Nel 1986 l’Olivetti produce e vende sul mercato mondiale quasi mezzo milione di PC, di cui 220mila in Europa e quasi altrettanti negli USA, diventando il terzo produttore mondiale e il primo europeo. La presenza su tutti i mercati, la qualità dei prodotti, lo sviluppo di versioni specializzate per le banche e il retail rafforzano dovunque l’immagine della Olivetti come produttore di riferimento nel personal computing.
Storia di un'impresa (Link) - Associazione Archivio Storico Olivetti (Link)

Olivetti PCS 386 SX: disassemblaggio © PC Rebuilding
Prima pubblicazione: 8 Giugno 2018, 14:23.01
Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2018, 11:48.00
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